Se videogioco si traduce in qualità della vita

Se videogioco si traduce in qualità della vita

Cinecittà

Le definizioni più comuni di videogame mettono in relazione la dimensione del gioco e il supporto tecnologico che ne permette lo svolgimento. L’attivazione del sistema di interazione «interfaccia – macchina – cervello» può produrre, tuttavia, effetti concreti sulla qualità della vita e sull’apprendimento, anche oltre il divertimento. Sessioni di videogioco per il trattamento dell’autismo, realtà aumentata per i malati di depressione o per i paraplegici, videogiochi e simulatori 3D per bambini portatori di disabilità o che attraversano percorsi di cura lunghi e dolorosi sono solo alcune dimostrazioni del valore sociale dell’universo videoludico. Ma anche prevenzione attraverso l'edutainment,  per favorire consapevolezza e motivazione a stili di vita più salutari, promozione educazione alimentare a scuola, attività fisica.

Intervengono:  Francesco Gesualdo – Ospedale Bambino Gesù unità di Innovazione e Percorsi Clinici, Alberto Sanna – Direttore Centro di Ricerca Tecnologie Avanzate per la Vita e la Salute – Ospedale San Raffaele, Domiziana Suprani – Producer Studio Evil, Annalisa De Luca - Responsabile Digital Trasformation CONI

 || Modera: Francesco Marino - Consulente di strategie digitali

ORARI

Sabato 5 maggio dalle 10:30 alle 11:30 in Sala Fellini

 

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