“The Catcher in the Sky” vince la Game Jam GAME FOR FUTURE

Grande successo per “Game for future”, la game jam digitale promossa dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nell’ambito del programma Corpo Europeo di Solidarietà all’interno di RomeVideoGameLab, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e Green Me, che ha lo scopo di attivare giovani con differenti professionalità per realizzare un gioco educativo sul tema della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici.

La Giuria composta da rappresentanti di RomevideogameLab, Agenzia Nazionale per i Giovani e GreenMe, nonché da Michele Lanzo conduttore della Game Jam e Lara Oliveti dello studio di sviluppo Melazeta ha premiato “The Catcher in the Sky”, realizzato dal team Plumesoft.

Il gioco spiega l'effetto serra e come interagisce con l'atmosfera e il sole, con un forte accento sul cambiamento climatico e sul riscaldamento globale. “The Catcher in the Sky”, ispirato al titolo originale del Giovane Holden, ha l’intento di far capire ai giovani giocatori come l'effetto serra ha un ruolo fondamentale nel mantenere l'equilibrio del nostro pianeta e come esso influenza anche il suo destino e quello di tutti noi. 

“Le game jam sono eventi interessanti per loro natura – ha commentato il team vincitore - ma quando si uniscono alla voglia di comunicare un messaggio importante diventano un qualcosa di più. Ed è così che nonostante l'evento sia stato fatto da remoto la sensazione è stata quella di essere davvero tutti assieme a cercare di sviluppare giochi belli e innovativi. Tutti i giochi prodotti avevano un approccio diverso all'argomento e guardando l'interezza dell'evento è chiaro che tutti, dai partecipanti ai mentor, hanno fatto un lavoro immenso e di cuore”.

Secondo la direttrice di ANG Lucia Abbinante “I giovani sono determinanti nell’impegno sui grandi temi che riguardano le future generazioni. L'iniziativa che abbiamo realizzato all'interno del Rome Video Game Lab ci dà al tempo stesso l'opportunità di sperimentare nuove forme di educazione non formale che passano, ad esempio, dal mondo dei videogame. Sperimentare quindi nuovi linguaggi e strumenti attraverso i quali attivare, coinvolgere e connettere i giovani. Il Gaming rappresenta, infatti, una nuova frontiera da esplorare per il mondo dell’educazione non formale, estremamente innovativa e capace di creare occasioni di collaborazione, di networking, di valorizzazione e creazione di nuove competenze”