Le lampadine dei videogiochi consumano vera elettricità?

Matteo Lupetti

  1. orario 12.00 - 13.00

  2. Basilica Aemilia – Aula Halo
Un percorso tra i videogiochi che raccontano cambiamento climatico, impatto antropico sugli ecosistemi e opportunità della transizione energetica. Da opere pensate per la sensibilizzazione, come NASA NeMO-Net, scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet e dedicato alle barriere coralline (http://nemonet.info/) a quelle che immaginano futuri e alternative al di là di scientismo e tecnocentrismo, come Stereophyta di Kasrah Ghobadi, che ipotizza un mondo dove acqua e vento sono ancora le nostre risorse principali. Passando attraverso opere che ci permettono invece di giocare con il clima per farci capire come funzionano i suoi sistemi e la loro modellazione, come il simulatore di ecosistema Eco di Strange Loop Games, pensato per il multiplayer collaborativo e per l’educazione, e Terra Nil di Free Lives e Devolver Digital, dove dobbiamo usare le tradizionali meccaniche del videogioco gestionale per risanare ambienti devastati dallo sfruttamento. E pure grandi videogiochi commerciali come The Legend of Zelda: Breath of the Wild di Nintendo, pur non simulando processi climatici globali e il nostro impatto su essi, possono comunque insegnarci a vedere i sistemi interconnessi di cui facciamo parte e che regolano sia il mondo fisico sia la sua simulazione virtuale. Ma questo incontro vuole proporre anche un altro modo per parlare di clima e transizione energetica attraverso giochi e videogiochi: progettarli. Videogiochi e giochi non devono essere solo prodotti di consumo realizzati da grandi industrie, perché chiunque può crearli sfruttando software sempre più facili da approcciare. Bitsy, per esempio, è un software di sviluppo gratuito e semplice e funziona anche su uno smartphone e direttamente sul browser, senza bisogno di download (lo trovate su https://make.bitsy.org/). Creando giochi possiamo capire come complessi sistemi come quelli climatici vengono studiati e modellati, e possiamo ridurre l’impatto di produzione e distribuzione di software e hardware. Perché ricordiamoci che le lampadine dei videogiochi saranno anche virtuali, ma consumano vera elettricità.
Che il futuro sia il videogioco (e in generale il gioco) “a chilometro zero”? Un percorso che coinvolgerà i ragazzi con i loro smartphone, con la proiezione di video e magari con l’invito a scaricare dei software per sviluppare in autonomia dei videogiochi.
Matteo Lupetti si occupa di critica di arte, arte digitale e videogioco, politica e Antropocene. Fa parte della redazione della rivista indipendente menelique, è rubricista per Il manifesto e Artribune e scrive o ha scritto per diverse testate italiane o estere come Vice Italia, Gay.it, DinamoPress, Eurogamer.net, Gayming Magazine, PC Gamer e Fanbyte. Dirige il festival di narrazioni di realtà CreteCon.

Target: Scuole secondarie di primo e secondo grado.

Durata: 60’
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